iniziando a lavorare, a vedere da vicino come vengono ideate e create le cartoline ho capito che sono molto diverse rispetto agli altri mezzi, rispetto a locandine, brochures, opuscoli..sono tutta un'altra cosa, le cartoline che hanno vinto premi, che sono fatte da professionisti che conoscono il settore e il target a cui si rivolgono non seguono le regole che determinano la campagna pubblicitaria sugli altri mezzi.
non sempre si riconoscono e sono associabili allo spot tv o al manifesto pubblicitario. perchè non funzionerebbero. si tratta di un mondo a parte.
me ne sono pienamente resa conto seguendo proprio una campagna per un evento della mia città, la campagna in se non è stata condotta male, certo non ha la visibilità dell'Heineken jammin festival, ma è una campagna discreta.
Le cartoline sono state pensate come proseguo di questa, per dare continuità e riconoscibilità all'evento, eppure cosi non funzionano non colpiscono, non incuriosiscono e non funzionano. Le free card non devono colpire lo stesso target dei manifesti e quindi non possono basarsi sulle stesse idee.
consigli da fruitrice o sentiti in giro:
Ormai i flyer sono belli quindi risparmiate su altro. Distribuire fotocopie con scritte indistinte è quasi peggio che non distribuire nulla.
Sono semplici gli ingredienti per farne uno di successo:
- colori accesi (anche se sono il bianco e il nero)
- qualcosa che attragga (immagine, scritta). Ovviamente il target che ci interessa.
- luogo data e ora immediatamente visibili o comunque che non richiedano una lente d'ingrandimento per esser trovati.
- se si tratta di una serie di eventi anche le cartoline dovranno renderlo evidente. ad esempio usando lo stesso font, immagini simili, richiami stilistici.
non metterò un esempio di cartolina sbagliata che mi rovini il blog.
Un esempio di cartolina ben fatta:


maggior visibilità
ridondanza del messaggio
aggiungere valori al prodotto per ogni diversa card
L'ABSOLUTE vodka ad esempio ha creato una campagna attraverso i diversi possibili valori "assoluti" e utilizzi del prodotto declinando l'immagine della bottiglia a seconda di questi.

oppure per completare un significato rendendolo nellen sue diverse sfaccettature
un esempio è quello della campagna NIKE per le donne che conducono una vita sana e di sport piuttosto che incentrata sulla semplice apparenza.
ogni cartolina in questo caso esprime una caratteristica della donna raffigurata che va a completare l'immagine ideale di una donna sicura di se e che prende la vita come una sfida che affronterà a testa altra. in questo caso le cartoline vengono distribuite insieme perchè la completezza del messaggio in questo caso si può ottenere solo attraverso la fruizione contemporanea di tutte le immagini.

creare una collezione, mettere le persone in condizione di ricercare proprio queste cartoline.
"l'arte dev'essere consumata come un qualsiasi altro prodotto commerciale." Andy Warhol
per la prima volta la pop art ha fatto delle materie di consumo di massa un'arte, ma ora che la materia prima principale è la comunicazione, siamo sicuri che la pubblicità non sia un'arte?
dopo tanti elogi a questo mezzo per comunicare bisogna tener presente che l'efficacia non è certa. Se non si sta attenti una cartolina può passare inosservata tra le altre o addirittura risultare controproducente.
Colma di immagini e informazioni, senza che nessuna prevalga sulle altre e attiri la nostra attenzione, ci confonde con l'eccesso di impulsi e ci richiede uno sforzo per acquisire le informazioni essenziali, cosa che nella comunicazione in generale e pubblicitaria in particolare è controproducente.
Le free-cards hanno assunto un valore estetico fondamentale ed essenziale del mezzo, qualora questo venga a mancare il progetto comunicativo fallisce.
Un'azienda italiana, ha capito e sfruttato l'importanza di questo nuovo mezzo, campagne sempre originali, distribuzione su tutto il territorio.
Per prima ha capito l'importanza di creare una "serie" di cartoline da collezionare, l'importanza di collaborare con grafici e fotografi di livello per attirare l'attenzione su di se e sul prodotto.
Fare un giro nel sito di Promocard è come guardare all'interno della storia della cartolina pubblicitaria, probabilmente l'unico sito che ti invoglia alla ricerca e alla collezione di pubblicità.

"uno spazio per le nuove idee, i nuovi linguaggi, gli stili i suoni e i frastuoni della scena contemporanea..."
Busta. una busta distribuita gratuitamente contenente free cards, pubblicità di eventi e negozi, ma d'altronde è un pò quello che vendono anche le riviste per ragazze, cercando di mascherarli con interviste a cantanti o veline. in più il package originale e da collezionare crea fidelizzazione
Eppure non sono fastidiose, di solito la pubblicità ci interrompe nel bel mezzo di un film, sempre nel momento cruciale, o nel mezzo di un sorpasso di rossi su stoner. Oppure nel pieno di un ingorgo automobilistico invece di qualche bella canzone rilassante parte un jingle che ti rimarrà in testa tutta la giornata facendoti odiare a tal punto quel prodotto che non lo comprerai mai!
Eppure le cartoline pubblicitarie le scegliamo, le cerchiamo, alcune le collezioniamo addirittura, le appundiamo in camera, diventano degli oggetti familiari e i prodotti o gli eventi pubblicizzati ne giovano in immagine e notorietà.
"Il consumatore è estremamente ricettivo ai messaggi lanciati dalle immagini. Assimila le proposte acquisisce conoscenza sui temi avanzati, spesso tende anche ad acquistare i prodotti che, comunque diventano di grande popolarità...
Spesso sono proprio le immagini ferme che mettono in crisi la società. Non la TV o il cinema."
Oliviero Toscani, "creativo sovversivo"